Comune di Irsina

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COMUNE DI IRSINA

Corso Canio Musacchio, s.n.c.
75022 - IRSINA (MT)

tel. 0835 628711 - fax 0835 628736
sito web: Comune di Irsina

Irsina, un tempo Montepeloso, si adagia sulla cima di un colle, in posizione panoramica, a circa 550 metri di altezza. Di grande suggestione sono le antiche mura di cinta che abbracciano il centro storico, le torri di guardia, i palazzi gentilizi, le piccole chiesette, le strette viuzze e le porte di accesso ancora visibili. Abitata dall'homo erectus, punto di riferimento per greci e romani, centro fortificato nel Medioevo, appartenne alle famiglie più potenti d'Italia. Per la sua posizione strategica vide l'avvicendarsi di Normanni, Svevi, Angioini e Aragonesi, che più volte la distrussero e la ricostruirono. Montepeloso visse periodi di varia fortuna, fino a quando, nel 1483, divenne proprietà di Federico d'Aragona e successivamente di Onorato Gaetani d'Aragona, il quale nel 1586, indebitatosi, dovette cedere la baronia al nobile genovese Girolamo Grimaldi. Tra il 1644 e il 1649, sotto la signoria dei Grimaldi, la città fu sede del Preside e della Regia Udienza di Basilicata, cioè del Capo della Provincia e del Tribunale. Nel 1664 Niccolò Grimaldi, erede di Girolamo, morì lasciando moltissimi debiti, tanto che si decise di mettere all'asta pubblica il feudo, aggiudicato al signor Tommaso di Guevara. Dopo Guevara Montepeloso venne ceduta a Girolamo Riario, poi agli Sforza ed, infine, agli ultimi signori di Montepeloso, i Nugent. In seguito alla Rivoluzione francese del 1789 e, soprattutto, a quella napoletana del 1799, tutta la popolazione, capeggiata da Giacomo D'Amati e dal Vescovo Lupoli, ultimo Vescovo di Montepeloso, proclamò la municipalità repubblicana. La dominazione napoleonica nel 1806, segnando la fine del feudalesimo, apportò innovazioni che, in qualche modo, migliorarono le condizioni di vita degli abitanti. Le vicende risorgimentali coinvolsero marginalmente la città, la cui classe politica, conservatrice, era filoborbonica. Tuttavia non mancarono coloro che guardarono con speranza ai moti rivoluzionari e sostennero, più idealmente che materialmente, l'impresa di Garibaldi. Le vicende successive alla proclamazione dell'Unità d'Italia nel 1861, le nuove tassazioni e il conseguente ulteriore impoverimento determinarono anche in Montepeloso il fenomeno del brigantaggio, se pure in maniera meno importante di città vicine. Il 6 febbraio 1895 fu una data importante per la storia del paese, poiché, con delibera del Consiglio Comunale l'antico nome cambiò da Montepeloso ad Irsina, dando inizio all'ultimo secolo di storia della città, non diversa da quella di tanti altri centri del Sud, caratterizzata dalla partecipazione alle due guerre mondiali, dalla Riforma Fondiaria e dai drammi della disoccupazione e dell'emigrazione.

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